Il coraggio del Noi


Come scout siamo chiamati a essere forieri di valori, sempre più spesso dimenticati dalla nostra società. In un mondo in cui l’io prevale sul “noi”, ci troviamo di fronte a una desertificazione morale e culturale o, come nel caso del nostro territorio, anche materiale.

Don Luigi Ciotti, martedì 4 marzo, si è manifestato come un faro, un barlume di speranza, un’oasi in questo ammasso di dune sabbiose sempre più sovrastanti. D’altronde, è ciò che si propone da più di 30 anni con la sua associazione di associazioni, Libera, dove il noi è l’unico pronome ammesso e l’io non trova spazio per opporsi alla voce di chi una voce non ce l’ha.

In clan, da sempre, siamo abituati a pensare prima agli altri, al noi, senza dimenticare la nostra dimensione individuale, ma senza mai lasciarla vincere. Tuttavia, ciò che siamo abituati a considerare normale, in realtà, non lo è: essere cittadini non significa esserlo a intermittenza o per comodità. Essere cittadini significa anche fermarsi per trasformare ciò che facciamo quotidianamente in impegno e responsabilità.
E noi scout sappiamo bene che il servizio di cui ci facciamo testimoni è il nostro metterci a disposizione di chi non ha voce per chiederlo, mani per afferrarlo o orecchie per sentirne il bisogno.

Forse è proprio per questo che Libera e l’Agesci sono un binomio inscindibile, un po’ come il nostro abbraccio con Don Ciotti avrebbe voluto essere martedì mattina.

Clan Altair Nicosia 1

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