Challenge: oltre la siepe, con la tenacia di percorrere strade nuove e non battute


Il 25 e 26 aprile, presso il Lago Pozzillo, si è svolto il Challenge di Zona, un’esperienza significativa del percorso dei novizi.

Attraverso il challenge, rover e scolte mettono alla prova se stessi, i propri limiti, le paure e le difficoltà, per riscoprirsi infine capaci di crescere nella conoscenza di sé e degli altri.

All’evento hanno preso parte 22 novizi, suddivisi in pattuglini da due o tre persone.

Durante la strada, ciascun rs ha avuto l’opportunità non solo di mettersi alla prova, ma anche di conoscere più a fondo il compagno o i compagni di cammino affidati, imparando il valore della collaborazione, della fiducia e del sostegno reciproco.

Nel corso della prima giornata, i diversi pattuglini si sono imbattuti in varie sfide lungo il percorso: prove accattivanti che hanno acceso una sana competizione, ma soprattutto la voglia di mettere a disposizione degli altri le proprie competenze e di acquisirne di nuove.

La domenica mattina, dopo il momento dell’accoglienza, i novizi hanno affrontato il percorso Herbert, che ha permesso loro di continuare a mettersi in gioco anche sul piano fisico.

Durante questo cammino i ragazzi hanno vissuto un’esperienza fatta di domande, difficoltà e scoperte. Partendo dal desiderio espresso nel “lungo la strada vorrei…”, si sono messi in cammino come i discepoli di Emmaus, imparando a riconoscere una presenza accanto a loro anche nei momenti di dubbio. In questo primo momento, gli scarponi hanno rappresentato il coraggio di iniziare il viaggio e di mettersi in cammino.

Le fatiche affrontate durante il percorso li hanno aiutati a comprendere che crescere non significa non cadere mai, ma imparare a chiedere aiuto e a non restare soli nelle difficoltà, proprio come Pietro sulle acque. Anche qui gli scarponi sono diventati simbolo della fatica del cammino, delle prove affrontate e della forza necessaria per continuare a camminare insieme.

La conclusione del campo non ha rappresentato una fine, ma l’inizio di una scelta e di una direzione. Attraverso il Vangelo di Giovanni — “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me sarà salvato” — i ragazzi sono stati invitati a riflettere su chi desiderano seguire nel proprio cammino. Il simbolo dei lacci ha richiamato proprio questo: tenere saldo il passo, non inciampare e scegliere con consapevolezza la strada da percorrere.

Nel corso del campo, tutti i pattuglini si sono distinti, a diversi livelli, per audacia, spirito di collaborazione, coraggio e voglia di fare sempre meglio. Uno in particolare, però, ha raggiunto un punteggio tale da aggiudicarsi il premio finale: il pattuglino composto dalla scolta Giada Siciliano e dal rover Samuele Scavuzzo. A loro rinnoviamo i nostri complimenti.

A tutti invece, auguriamo di continuare il proprio cammino con la stessa grinta e la stessa gioia, con lo sguardo che va oltre la siepe e con la tenacia di percorrere strade nuove e non battute. Grazie a ciascuno di voi per essere stati esempio di stile e fratellanza scout.

Ci auguriamo che questa esperienza abbia lasciato un segno profondo in ogni rs e che sia stata un’occasione concreta per tornare a casa con una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità, non solo fisiche.

I Capi Campo
Silvio e Jenifer

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